Jeff Koons e il Balloon dog

Jeff Koons e il Balloon dog

Jeff Koons e il Balloon dog

Così definisce il suo punto di vista riguardo l’arte Jeff Koons, un emergente, criticato e apprezzato artista del 21esimo secolo, creatore del famosissimo Balloon dog

L’arte non è qualcosa che accade dentro l’oggetto, ma dentro lo spettatore”Jeff Koons creatore del Balloon dog

Vi sarà capitato sicuramente di aver visto in foto l’enorme scultura di un cane fatto di palloncini.. il Balloon dog, ecco, andiamo a scoprirne di più.

Innanzitutto, chi è Jeff Koons? 

E’ considerato, in chiave negativa, come il reuccio del new pop e massimo erede della lezione warholiana, conosciuto e diventato famoso grazie, appunto, al suo Balloon dog, ormai icona del contemporaneo.

Infatti, la gigantesca e insolita scultura del cagnolino arancione, datata 1994-2000, ha raggiunto lo scorso anno una cifra altissima durante un’asta di Christie’s. 

Il tanto amato cagnolino infatti ha raggiunto a fine serata, con una partenza di 55 milioni di dollari, i 58,4 milioni di dollari, conquistandosi così il titolo di opera d’arte più cara firmata da un artista ancora in vita. 

Nonostante l’originale Balloon dog color arancione venduto all’asta, ci sono altri quattro fortunati che ne possiedono una versione identica, ma di diverso colore.

Il filantropo Ely Broad ne ha una blu, il greco Dakis Joannou una rossa, l’imprenditore Steven Cohen gialla e infine Francois Pinault una fucsia, la quale fu esposta a Venezia nel 2006, sul Canal Grande, a ridosso della sontuosa facciata del Palazzo Grassi, per la riapertura dopo il restyling di Tadao Ando.

Vediamo meglio questo strano e insolito capolavoro e se dietro questa insolita figura c’è molto di più da sapere;

La personalità del soggetto scelto da Koons è stata sovvertita, contraddetta e infine, completamente negata, sia per via delle dimensioni considerate troppo stravaganti, che per il materiale utilizzato. Infatti, i palloncini sono piccoli e leggeri, e se riempiti di gas, volano in aria. Le sculture di questo artista invece, risultano pesanti e monumentali. 

Nonostante le numerose critiche ricevute per via di questi aspetti da critici d’arte internazionali, il nostro Koons ha conquistato i cuori dei più giovani artisti e rivoluzionari, i quali non sostengono che la scultura sia pesante, ma tutt’altro, grazie ai colori sgargianti e la lucentezza specchiante, l’opera del cagnolino risulta leggera, buffa e divertente, come lo sono i giovani al giorno d’oggi.

E’ bene sottolineare però che, alla base e all’origine di queste sculture non c’è sono Jeff Koons, ma anche molte altre ditte specializzate che si ritrovano a superare non pochi problemi di natura tecnica lavorando l’acciaio fino ai limiti da esso consentiti.

Nonostante le difficoltà tecniche, le critiche e i dissensi, Koons non ha mai cambiato la sua idea sull’arte, anche quando lo esortavano a farlo. Per lui l’arte dev’essere qualcosa di semplice, priva di significati nascosti e per giunta banale. Il compito dell’arte è quello di esaltare la leggerezza della vita, mostrarsi disimpegnata, portare chi la accoglie alla spensieratezza e provocare un sorriso. 

Per queste motivazioni, Koons sostiene che il suo cane a palloncino deve avere la stessa importanza attribuita ad un serioso capo di Stato a cavallo. 

Vediamo ora la nascita del Balloon dog e delle altre stravaganti creazioni;

Il famosissimo Balloon dog di Jeff Koons nasce a metà degli anni Novanta, quando Koons ha prodotto una serie di opere che compongono il gruppo delle “ Celebration ”, dedicato alla nascita del figlio, avuto dalla moglie e pornodiva Ilona Staller. 

Con queste sue opere l’artista affronta il tema del gioco, sotto una luce prettamente infantile. Si tratta di grandi strutture in metallo colorato che riproducono giocattoli.

I soggetti scelti e presi come modelli sono tanti, come: cagnolini, cuori, uova di Pasqua, tulipani e molti altri.

Il balloon dog è uno di questi. 

La scultura alta quasi un metro e mezzo nasce gialla, ma Koons ne ha riprodotte altre quattro analoghe che superano i tre metri e colorate di altri sgargianti colori.

Un altro soggetto preso come modello da questo stravagante artista è il Puppy;

Nel 1992 viene realizzata una delle opere più singolari della sua carriera, ovvero un gigantesco cane, precisamente un West Highland White Terrier alto bensì, pensate, tredici metri e composto da 70.000 fiori sostenuti da un armatura. 

Lo scopo di questa creazione, da quanto dice proprio lo stesso Koons, è quella di mandare un simbolo di amore universale e di felicità. 

Esposto inizialmente nel cortile del castello barocco di Arolsen, in Germania, è stato poi ricostruito nel 1995 nella zona portuale di Sydney, con una novità, ovvero il sistema di irrigazione interno. Infine, nel 1997 la struttura è stata acquistata dalla Solomon R. Guggenheim Foundation per essere posizionata davanti al Guggenheim Museum di Bilbao.

Infine, il Rabbit;

A Sostegno di quanto detto prima, Koons richiama il mondo innocente, infantile e fiabesco, considerando cani, cuori e cagnolini come soggetti delle sue creazioni. 

Il Rabbit, datato 1986 è un coniglietto in acciaio inossidabile che imita i palloncini gonfiabili, come quelli venduti alle feste di paese. Si tratta di una idea semplice e straordinaria. La precisione e l’attenta osservazione maniacale per i dettagli, rende l’opera del tutto spiazzante. Il senso realistico di leggerezza del monumento fà a botte con la realtà, ovvero l’esser costruito interamente di metallo. 

Non solo un’idea brillante, ma anche redditizia. Per acquistare le sue opere infatti, ci sono lunghe liste di attesa e nemmeno tutti i milionari riescono ad acquistarne una. 

Nel 2007 infatti, il suo Hanging Heart, ovvero il grande cuore color magenta completamente in acciaio inox, appeso ad un filo d’oro, è stato venduto a New York per la modica cifra di 23.561.000 dollari. Insomma, conveniente. Il Rabbit invece è stato battuto all’asta nel maggio 2019, quindi recentemente, sempre a New York, per l’economica cifra di 91,1 milioni di dollari, ovvero 81,3 milioni di euro.

Insomma che dire, forse il comprare i palloncini alle fiere di paese resta comunque l’idea migliore.

Ormai direi che ci sono molti tipi di arte e non solo fatte di palloncini, la My Song Sail Boat ne è sicuramente la prova

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